Semplicissima One shot.
Nulla di che.
LA MIA DROGAE mi fissava immobile mentre ciò che riuscivo a fare era soltanto perdermi in quelle riflessioni inutili che tanto mi opprimevano la testa.
La', su quella panchina del parco dove c'eravamo incontrati la prima volta.
Lui non diceva nulla, mi conosceva alla perfezione. Aspettava che ogni mio dubbio sparisse e che tutto tornasse normale.
Con costante velocità il mio cuore batteva forte e i suoi occhi puntati su me mi davano un grande senso d'amore che mai avrei potuto alzarmi da lì.
"Grazie" dissi d'un tratto estraniandomi dal mondo e accorgendomi di quanto bello fosse il suo sguardo corrucciato nell'osservarmi.
"Di cosa?" chiese ingenuo.
"Per amarmi..." conclusi il tutto. Credo di non avere mai amato così tanto una persona in vita mia. In quel momento sentirlo mio mi faceva uno strano effetto e finalmente potevo dire di aver assaggiato la felicità.
"Io ti amo Jess. Non smetterei mai di farlo, dovesse accadere qualsiasi cosa. Perchè da quando ci sei tutto ha un senso più preciso. Riesci a darmi ciò che io aspettavo e cercavo inconsapevolmente, sperando che un giorno potessi cambiare per qualcuno di davvero importante. Ti amo Jess e non smetterò di farlo ne di dirlo. Sei la cosa più meravigliosa che mi sia capitata e di questo ringrazio te perchè mi hai regalato la felicità"
Quelle parole sembravano essermi state rubate. Come se i miei pensieri potessero essere entrati in contatto con i suoi. Non aggiunsi nulla, ciò che parlava in quel momento erano gli sguardi, nulla di più. I suoi occhi mostravano quanto ci fosse di più bello al mondo e non faceva facce buffe come al solito, non contorceva lo sguardo per capirmi o cercare spiegazioni, non aveva nessuno sguardo. Stava immobile, fisso e mirava e rimirava i miei occhi forse senza aspettarsi nulla. Innamorato e perso. Poi poco dopo parlò.
"Cosa ti fa soffrire?" mi chiese. In quell'istante il suo sguardo cambiò e lo studiai in ogni minimo dettaglio. In viso aveva tanto dolore forse per la preoccupazione dei miei morbosi pensieri.
"La paura..." risposi semplicemente. Credevo fosse ovvio dopo ciò che gli avevo detto poco prima ma a quanto pare i miei dubbi non se ne erano andati.. Parole si, sincere si, e forse anche belle si, più che belle. Ma ciò che rimane indelebile è un gesto che rimane impresso nell'anima, non una parola che rimane impressa nella testa.
Probabilmente aspettavo quello, ma inconsapevolmente, perchè ero stregata dai suoi occhi e innamorata persa di ogni suo movimento. Persa in quei pensieri come se fossero estranei e irrisolvibili.
"Ho paura dell'amore..." ammisi. "Ho paura di perderti, ho paura che tutto questo da un momento all'altro svanisca nel vuoto come tutte le altre storie. Ho paura che tu possa dimenticarti di me e ho paura di non essere all'altezza. Mi fido di ciò che dici ma ho tanta paura che tutto possa essere..." non finii la frase, mi poggiò un dito sulle labbra "shh" rispose dolcemente sempre guardandomi fissa in volto.
Dopo pochi secondi mi ritrovai con gli occhi chiusi e le sue labbra poggiate sulle mie. Si assaporavano piano e sentivamo ognuno il respiro affannoso dell'altro. Un sapore unico, solo suo. Non era il sapore di fragole, cioccolato o vaniglia... era suo. Il suo sapore. Il sapore che mi aveva lasciato in grembo alle stelle le prime volte, il sapore che continuava a navigare in me solo al pensiero che lui mi fosse accanto. Costringeva la mia mente a lasciarsi andare e come anestetico mi mandava in estasi senza badare che da un momento all'altro potessi svenire. L'intensità era così forte che a sentire la sua mano accarezzarmi la schiena sotto la maglietta tutto il mio corpo si ricoprì di brividi. E quasi non cessavano di esistere. Il cuore accellerava, ill respiro si perdeva e il suo sapore mi invadeva. Il suo amore era una droga, meravigliosa e potente. Una droga che riusciva a farti vedere le stelle in una giornata di pioggia. Una droga alle quali molte persone potevano farne a meno... ma non io. La sua dipendente.
"Io ci sarò... sempre!" mi sussurrò nell'orecchio facendomi sentire il suo respiro fresco sul collo.
Non finii lì quella sera. Finalmente riuscii ad avere il mio gesto e ad essere ripagata per tutti quei pensieri futili. La mia droga mi baciò ancora, e ancora e ancora.
Io non avrei mai smesso di prenderla!